Immerse nel verde della Valle del Savio, le dolci colline di Mercato Saraceno sono ideali per una gita a stretto contatto con la natura. Diversi itinerari, da percorrere a piedi o in bicicletta, attraversano il borgo storico del paese, collegando luoghi di grande interese dal punto di vista storico, artistico e paesaggistico.

Già in passato abbiamo raccontato come il Cammino di San Vicinio sia uno degli itinerari più amati dagli amanti del turismo lento. A chi non avesse il tempo di percorrerlo nella sua interezza, consigliamo comunque di affrontarne un tratto più breve per scoprire un tesoro culturale di grande valore: la Pieve di Santa Maria Annunziata di Montesorbo.

Una pieve misteriosa e affascinante

Una bellissima strada panoramica lunga circa 8 km collega il centro storico di Mercato Saraceno con la Pieve di Montesorbo, l’unica delle antiche pievi del territorio ad avere una pianta assimilabile alla croce greca, elemento che la riconduce a una probabile appartenenza al Vescovado di Ravenna. La data di fondazione della pieve è però avvolta nel mistero: i numerosi reperti ed elementi scultorei custoditi al suo interno fanno propendere gli storici a una sua costruzione nel corso dell’ottavo secolo. Alcuni documenti ritrovati all’interno della pieve attestano che già in epoca romana questo luogo ospitava una costruzione di carattere religioso, probabilmente un tempio dedicato alla dea Cerere.

La pieve ai tempi di San Vicinio

Ciò che è certo è che la zona nel quarto secolo fu evangelizzata da San Vicinio, il primo Vescovo di Sarsina, arrivato fin qui dalla Liguria per sfuggire alla persecuzione contro i cristiani dell’imperatore Diocleziano. Su un rilievo antistante la facciata della Pieve è possibile ammirare la fonte di San Vicinio. Qui, secondo la tradizione, il Santo condusse una vita da eremita, resistendo alle tentazioni del demonio. Un altro vescovo di Sarsina di nome Florentius vi fu sepolto nel 995, lo tesimonia l’epigrafe sulla sua lastra tombale.

Dal Medio Evo ai giorni nostri

Un fonte del 1384 rivela che dalla Pieve di Santa Maria Annunziata dipendevano 14 cappelle vassalle. D’altra parte durante il Medio Evo la Valle del Savio era una frequentata via di percorrenza dei Romei e poter contare su una pieve o un’abbazia con annesso un hospitale era fondamentale per i pellegrini che si recavano a Roma. Numerosi sono stati gli interventi di restauro dell’edificio nel corso dei secoli. Alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso si sono avviati lavori di consolidamento e restauro molto attenti che hanno consentito di avere oggi un monumento storico-artistico di assoluto rilievo.

Se vuoi visitare la pieve di Montesorbo, prima di partire ricordati di prendere un appuntamento (trovi qui i riferimenti). E se al termine della camminata vuoi ristorarti con un buon calice di vino, ti aspettiamo nel boro di San Damiano!

 

Immerse nel verde della Valle del Savio, le dolci colline di Mercato Saraceno sono ideali per una gita a stretto contatto con la natura. Diversi itinerari, da percorrere a piedi o in bicicletta, attraversano il borgo storico del paese, collegando luoghi di grande interese dal punto di vista storico, artistico e paesaggistico.

Già in passato abbiamo raccontato come il Cammino di San Vicinio sia uno degli itinerari più amati dagli amanti del turismo lento. A chi non avesse il tempo di percorrerlo nella sua interezza, consigliamo comunque di affrontarne un tratto più breve per scoprire un tesoro culturale di grande valore: la Pieve di Santa Maria Annunziata di Montesorbo.

Una pieve misteriosa e affascinante

Una bellissima strada panoramica lunga circa 8 km collega il centro storico di Mercato Saraceno con la Pieve di Montesorbo, l’unica delle antiche pievi del territorio ad avere una pianta assimilabile alla croce greca, elemento che la riconduce a una probabile appartenenza al Vescovado di Ravenna. La data di fondazione della pieve è però avvolta nel mistero: i numerosi reperti ed elementi scultorei custoditi al suo interno fanno propendere gli storici a una sua costruzione nel corso dell’ottavo secolo. Alcuni documenti ritrovati all’interno della pieve attestano che già in epoca romana questo luogo ospitava una costruzione di carattere religioso, probabilmente un tempio dedicato alla dea Cerere.

La pieve ai tempi di San Vicinio

Ciò che è certo è che la zona nel quarto secolo fu evangelizzata da San Vicinio, il primo Vescovo di Sarsina, arrivato fin qui dalla Liguria per sfuggire alla persecuzione contro i cristiani dell’imperatore Diocleziano. Su un rilievo antistante la facciata della Pieve è possibile ammirare la fonte di San Vicinio. Qui, secondo la tradizione, il Santo condusse una vita da eremita, resistendo alle tentazioni del demonio. Un altro vescovo di Sarsina di nome Florentius vi fu sepolto nel 995, lo tesimonia l’epigrafe sulla sua lastra tombale.

Dal Medio Evo ai giorni nostri

Un fonte del 1384 rivela che dalla Pieve di Santa Maria Annunziata dipendevano 14 cappelle vassalle. D’altra parte durante il Medio Evo la Valle del Savio era una frequentata via di percorrenza dei Romei e poter contare su una pieve o un’abbazia con annesso un hospitale era fondamentale per i pellegrini che si recavano a Roma. Numerosi sono stati gli interventi di restauro dell’edificio nel corso dei secoli. Alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso si sono avviati lavori di consolidamento e restauro molto attenti che hanno consentito di avere oggi un monumento storico-artistico di assoluto rilievo.

Se vuoi visitare la pieve di Montesorbo, prima di partire ricordati di prendere un appuntamento (trovi qui i riferimenti). E se al termine della camminata vuoi ristorarti con un buon calice di vino, ti aspettiamo nel boro di San Damiano!